Come scegliere la scarpa giusta dai 2 anni fino alla fine dello sviluppo?

La scelta delle scarpe appropriate durante la fase di crescita, dall’età di circa 2 anni fino al completamento dello sviluppo, è fondamentale per la salute posturale del bambino che sta diventando prima adolescente e poi un adulto. Durante questo periodo, il piede si sviluppa e cambia rapidamente, e una scarpa non adatta può influenzare negativamente la postura, la forma del piede e la corretta formazione dell’arco plantare. Un arco poco visibile nei primi anni, però, è quasi sempre normale: lo spieghiamo in piede piatto nei bambini: quando preoccuparsi.

Il piede finisce di allungarsi prima dell’altezza: in media circa due anni prima della statura definitiva, e nelle ragazze circa due anni prima che nei ragazzi (Liu, 1998). In uno studio storico la lunghezza definitiva era raggiunta entro i 14 anni nella maggior parte delle ragazze ed entro i 16 nella maggior parte dei ragazzi (Anderson, 1956). Sono riferimenti, non scadenze: ogni ragazzo ha i suoi tempi. Per questo, verso la fine della crescita, se il piede sta fra due numeri conviene scegliere il più grande.

Sebbene sia consigliabile favorire il camminare a piedi nudi il più possibile per permettere ai muscoli e al piede di svilupparsi naturalmente, è sicuramente lampante il fatto che gli ambienti esterni a quello domestico necessitano dell’utilizzo di calzature.

Una fascia di età particolare è quella da “asilo nido”, dove entrano anche a 6/8 mesi (a seconda della struttura) ed escono per andare alla scuola primaria. Durante il periodo di frequentazione dell’asilo nido, il bambino passerà dal gattonamento al camminare, dai primi passi alle prime corse, in un ambiente molto simile a quello domestico (pulito e sicuro) quindi in tutte le occasioni possibili andrà favorito il piede nudo (per i freddolosi il calzino antiscivolo). Per approfondire: La scarpa giusta per muovere i primi passi

Quando saranno necessarie le scarpe, queste dovrebbero avere queste caratteristiche:

1. Leggera
2. Suola piatta, sottile e flessibile
3. Sagoma con ampio spazio per le dita
4. Drop zero, quindi tallone e punte sullo stesso piano

Dalla scuola primaria fino alla fine dello sviluppo, ecco che le scarpe non saranno più un opzione, ma uno standard per moltissime ore al giorno.

Le caratteristiche dovranno però essere le medesime (leggere, suola piatta, sottile, flessibile, sagoma anatomica e drop zero).

Come scegliere la grandezza della scarpa?

La scelta della grandezza (misura o numero di scarpe) merita un discorso a parte rispetto alle caratteristiche che deve avere la scarpa.

Tutte le calzature vanno scelte con quello che in gergo tecnico viene chiamato “spazio di rullata”, ovvero dello spazio aggiuntivo per le dita del piede che serve, in fase di svolgimento del passo quando il piede spinge, a fare in modo che le dita non si schiaccino e a lasciarle libere di restare “divaricate”.

In fase evolutiva, ovvero fintanto che il piede continua a crescere, allo spazio di rullata va aggiunto lo spazio di crescita.

Dal punto di vista operativo dovremmo lasciare da parte qualsiasi valore che non sia espresso in mm (o pollici, a seconda del sistema di misura). Prendendo ad esempio noi Italiani, non ha senso parlare di 36, 38 o 43, dato che ogni marca ha i propri parametri, ma sarebbe meglio misurare il piede in millimetri.

Alla misura del piede va aggiunto lo spazio di rullata (per tutti) e lo spazio di crescita (per bambini e ragazzi nella fase di crescita).

Va quindi acquistata una calzatura che ha almeno quello spazio interno.

Spazio di rullata e spazio di crescita

Se invece, a seguito di una valutazione posturale in un centro Postural Equipe, vi sono state suggerite delle solette propriocettive, il processo di scelta della scarpa è più semplice.

Il professionista ha selezionato una sagoma plantare che contiene tutto il piede. Una volta ordinato e ricevuto il plantare personalizzato, potete acquistare una qualsiasi calzatura lo contenga senza che questo si deformi o venga tagliato. Se il plantare non entra nella scarpa vuol dire che è troppo stretta per quel piede.

Il piede è una struttura di muscoli, tendini e ossa che si può comprimere in modi impensabili, ecco quindi che potrebbe entrare tranquillamente in scarpe molto più piccole di quello che sarebbe il reale numero. Al contrario il plantare è molto poco deformabile e farà da guida nella scelta della calzatura.

Di quanto spazio ha bisogno il piede dentro la scarpa?

Nel 2001 il Ministero della Salute Austriaco ha commissionato uno studio volto a capire se “i bambini Austriaci” indossavano scarpe adatte e se le scarpe strette potessero arrecare danno ai piedi.

Ecco qui di seguito il link dello studio (Children’s Feet-Children’s Shoes) :

-> Children’s Feet-Children’s Shoes

Altri studi sull’argomento:

-> Kinder in zu kurzen Schuhen

-> Hallux valgus in pre-school-aged children

Lo studio ha rilevato che una percentuale significativa dei bambini esaminati indossava scarpe di lunghezza insufficiente, enfatizzando l’importanza di garantire che le calzature dei bambini siano della misura corretta.

Per quanto riguarda le calzature, sono state esaminate sia le scarpe da esterno indossate dai bambini per andare alla scuola materna sia le scarpe da interno utilizzate durante la giornata. È stata misurata la lunghezza interna delle scarpe utilizzando un dispositivo scorrevole, che poi è stato brevettato e messo in commercio.

La lunghezza adeguata delle calzature è stata definita come quella di almeno 10 mm (idealmente 12 mm) più lunga del piede.

Lo studio ha anche rilevato una relazione chiara tra l’angolo dell’alluce e la misura delle scarpe: più corta era la scarpa, maggiore era l’angolo di valgismo dell’alluce.

Come gestire il ritmo di crescita e la grandezza della scarpa?

Nel primo dei due progetti di ricerca sono stati esaminati bambini di età compresa tra 3 e 6 anni, in questa fascia d’eta è stata rilevata una crescita media del piede di 1mm al mese. Solo il 2.5% dei bambini presi a campione aveva una crescita superiore ad 1mm, quindi essendoci un basso scostamento, la possiamo prendere come una media molto buona.

Partendo da questo assunto, ecco che acquistando una calzatura più lunga del piede di almeno 12mm e al più di 17mm (limite superiore che renderebbe la scarpa troppo grande), si avrà una longevità di circa 5 mesi (la cosidetta “stagione”).

Alcune indicazioni sui ritmi di crescita:

1-3 anni: ci si può aspettare un tasso di crescita di 1,5mm per mese
3-6 anni: il tasso di crescita è una media di circa 1mm per mese
6-10 anni: il tasso di crescita si assesta in leggermente meno di 1mm al mese

Lo spazio corretto all’interno di una calzatura in età evolutiva è 12-17mm. — e vale la pena capire com’è fatto questo spazio. Una parte è funzionale: serve alla rullata, cioè al movimento con cui il piede a ogni passo si allunga in avanti, e non va mai azzerata. Il resto è margine di crescita, che si consuma col tempo. Regola pratica: si cambia la scarpa quando il margine di crescita è esaurito, così la rullata resta sempre garantita.

Le scarpe sono solo metà della storia: il piede è uno dei recettori che guidano la postura del bambino mentre cresce. Se vuoi il quadro completo — segnali da osservare età per età, zaino e scuola, come funziona il controllo — leggi la guida alla visita posturale per bambini.

I piedi possono crescere anche da adulti?

Una volta finito lo sviluppo, le ossa del piede normalmente non si allungano più. Il piede però può cambiare forma e calzata, e a molte persone capita di aver bisogno di scarpe diverse col passare degli anni. Gli studi osservano soprattutto due cose:

  • L’avampiede più largo. In uno studio che confrontava 168 donne di età diverse, dai 20 a oltre 80 anni, le più anziane tendevano ad avere l’avampiede più largo (circa 3-4 mm per ogni decennio di differenza), mentre la lunghezza non cambiava con l’età (Ansuategui Echeita, 2016).
  • La taglia che cambia. In uno studio su 200 veterani americani, quasi la metà aveva oggi un piede equivalente ad almeno una taglia in più rispetto a quella che ricordava di avere a vent’anni; il cambiamento era associato all’età e ai chili presi (Connolly, 2014).

Il piede cresce in gravidanza?

Può cambiare. In uno studio su 49 donne seguite dal primo trimestre fino a circa 19 settimane dopo il parto, 30 avevano il piede più lungo e 35 mostravano un arco che si abbassava di più passando da sedute a in piedi; alla prima gravidanza l’allungamento medio era di circa 1,4 mm (Segal, 2013). Il ruolo del peso e dei cambiamenti ormonali della gravidanza non è ancora chiarito.

Cosa puoi fare

Il principio che seguiamo è allenare il piede più che sostenerlo. In diversi studi, programmi di esercizi per i muscoli della pianta, fra cui lo “short foot”, hanno migliorato forza, equilibrio e alcune misure dell’appoggio (Jaffri, 2023); anche camminare scalzi su superfici diverse, quando è sicuro, fa lavorare il piede. Trovi da dove partire negli esercizi propriocettivi. Se usi un plantare o un sostegno prescritto, non sospenderlo da solo: parlane con chi te l’ha indicato.

Quando compri le scarpe, anche da adulto: misura entrambi i piedi e provale a fine giornata; comanda il piede più lungo; controlla anche la larghezza, perché una scarpa più lunga non è la soluzione per un avampiede più largo.

STAI CERCANDO UN POSTUROLOGO?

Una Valutazione Posturale osserva appoggio, cammino ed equilibrio: nei centri Postural Equipe possono consigliarti anche sulla calzatura adatta, per ragazzi e adulti. Non è una visita medica e non sostituisce diagnosi e cure.