Prenota la tua valutazione posturale a Corato
Francesco Capogna, chinesiologo e posturologo, osserva come lavorano appoggio, equilibrio e visione per impostare un piano di esercizi. Non è una visita medica e non sostituisce diagnosi e cure. Compila il form: ti ricontatta lo studio per fissare l’appuntamento, senza impegno.
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Francesco Capogna, chinesiologo e posturologo, osserva come lavorano appoggio, equilibrio e visione per impostare un piano di esercizi. Non è una visita medica e non sostituisce diagnosi e cure. Compila il form: ti ricontatta lo studio per fissare l’appuntamento, senza impegno.
Raccontaci il tuo percorso: quali studi hai fatto, quali esperienze ti hanno formato e come sei arrivato alla professione che svolgi oggi?
Ho studiato Scienze Motorie all’Università degli Studi di Chieti e ho proseguito con la specializzazione in Attività Motoria Preventiva e Adattata. Durante la specializzazione abbiamo fatto diversi tirocini in palestre che svolgevano ginnastica posturale, e da lì è cresciuto sempre di più l’interesse ad approfondire la fisiologia che c’è dietro a qualsiasi compenso posturale, le connessioni e gli stimoli esterni.
Ho frequentato un corso di perfezionamento in chinesiologia, un master in metodo Mézières e approfondimenti vari su sistema nervoso autonomo e respiro. Pensate che la mia tesi triennale è stata sulla propriocezione: un argomento che mi aveva già preso moltissimo.
C’è stato un momento, un incontro o un paziente che ti ha avvicinato alla posturologia? Cosa ti ha convinto a farla diventare una parte centrale del tuo lavoro?
Il mio lavoro è nato soprattutto dalla voglia di aiutare le persone a stare meglio. Tutto nasce da un mio vissuto personale: ho perso mia mamma quando avevo appena terminato l’università, a 26 anni, dopo 14 anni di malattia vissuti insieme a lei, davvero difficili da superare.
Da lì è nata l’idea di non creare la solita palestra, ma un vero e proprio percorso personalizzato, dove al centro non c’è solo l’allenamento ma anche lo stile di vita, la gestione dello stress, la cura dell’alimentazione e la prevenzione in generale. E da lì ho scelto di concentrarmi più sul funzionamento neurofisiologico dell’allenamento che sull’aspetto prettamente estetico.
Cosa ti dà più soddisfazione nel tuo lavoro di tutti i giorni? E qual è invece la sfida più grande che affronti?
La soddisfazione più grande è quando un cliente mi dice che è tornato a stare bene, che ha ripreso a fare le attività che non faceva più. Vedere i suoi progressi mi gasa tantissimo e mi spinge a voler imparare sempre di più e ad approfondire la materia.
La sfida più grande è essere riconosciuto, a livello locale e non solo, come il professionista che fa davvero la differenza sul benessere psicofisico. Vorrei portare la mia qualità anche fuori dalla rete locale e costruire una rete professionale molto più ampia.
Chi sono le persone che si rivolgono al tuo studio? Quali disturbi o richieste incontri più spesso e cosa le porta a scegliere proprio te?
Vengono soprattutto persone con mal di schiena, cervicalgia o scoliosi: insomma, mal di schiena per varie ragioni. I disturbi che sento più spesso sono il mal di schiena che prende anche la gamba, la tensione a livello cervicale, il dolore dorsale oppure il dolore alle gambe.
Di solito arrivano da me dopo aver provato già tante altre strade o professionisti: «Ho fatto la tecar, ho fatto le punture, ho fatto le sedute dal chiropratico o dall’osteopata, ma il dolore torna». Mi scelgono perché hanno sentito parlare bene di me, o perché li manda qualcuno che era nella stessa situazione e da me ha risolto il problema.
Come imposti il lavoro con un nuovo paziente? Raccontaci come si svolge il primo incontro e come costruisci il percorso nelle settimane successive.
Quando qualcuno chiama o viene direttamente in struttura per avere informazioni, il primo passo è fissare un check-up: analizzo la postura e la composizione corporea, in base alle necessità che mi raccontano quando chiamano.
Se la persona accetta il percorso, che di solito dura 5-6 mesi, fissiamo i primi appuntamenti e il primo controllo a 6 settimane. Oltre ai due tagliandi, i controlli sono in genere due fino alla fine del percorso, quindi quattro in tutto. Man mano che li facciamo capiamo dove siamo migliorati e cos’altro dobbiamo migliorare, e i clienti sono felici dei progressi che vedono.
Come capisci che il percorso sta funzionando? In che modo condividi con il paziente i cambiamenti e i risultati raggiunti?
Ho sempre fatto foto con il telefono, quindi difficili da replicare in modo perfetto. Il podoscopio e il sistema fotografico Sprintit sono stati la svolta: tutti rimangono esterrefatti nel vedere i cambiamenti.
I risultati li guardiamo subito dopo il controllo: faccio sedere il cliente davanti a me, proietto i suoi dati su uno schermo grande e glieli spiego passo passo.
Secondo la tua esperienza, quali benefici porta un approccio posturologico al paziente? E cosa cambia per il professionista che lo adotta?
Porta tantissimi benefici: migliorano le asimmetrie e i carichi delle catene muscolari, l’attivazione neuromuscolare e i pattern miofunzionali, e migliora anche l’aspetto estetico della postura.
A noi professionisti cambia il modo in cui veniamo visti: non come una palestra normale, ma come una palestra che si occupa prima di tutto di salute e benessere. Quindi come professionisti seri.
Raccontaci un caso che ti è rimasto nel cuore: da dove partiva la persona, che percorso avete fatto insieme e cosa è cambiato nella sua vita quotidiana.
Un ragazzo di 13 anni operato per petto carenato: gli avevano inserito delle barre per sollevare lo sterno e si era risvegliato dall’intervento con una scoliosi importante. La mamma mi ha chiamato disperata e abbiamo iniziato il percorso.
Oggi il ragazzo è tornato praticamente dritto, e ho ricevuto i complimenti anche dall’ortopedico che lo aveva seguito durante l’intervento. La sua vita è migliorata sicuramente dal punto di vista estetico, ma soprattutto è cambiata quella dei suoi genitori.
Collabori con altri professionisti (medici, dentisti, osteopati, preparatori atletici…)? Che valore ha per te lavorare in rete?
Sì, al momento collaboro con una nutrizionista e una logopedista. Con odontoiatri, medici o osteopati non ancora: spero di trovare qualcuno che parli la mia stessa lingua e che, soprattutto, non si metta in competizione.
Come immagini il tuo studio nei prossimi anni? Quali progetti hai per il 2026 e oltre?
Immagino uno studio ben organizzato, con i miei due collaboratori in grado di gestire tutto. Io vorrei occuparmi dei check-up e dell’arrivo di nuovi clienti, lasciando a loro il lavoro quotidiano e anche parte dei controlli. Il progetto più importante è far crescere l’attività e portarla a regime, con check-up quasi ogni settimana.
Che consiglio daresti a un giovane collega che vuole intraprendere la tua professione? Cosa avresti voluto sapere tu all’inizio?
Che misurare bene fa la differenza, sia per noi sia per il cliente. E che lo stimolo neuromuscolare è forse l’unica strada per modificare la postura come vogliamo noi.
Servizi di Posturologia disponibili:
Pedana Stabilometrica
Lo studio Isochinetik – la palestra della salute di Francesco Capogna si trova in Via Don Minzoni, 172 a Corato in provincia di Bari.
È un Centro certificato Postural Equipe by SPRINTIT, il primo network Italiano di centri per la Valutazione Posturale.




